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Texture di carta bianca

DOVE NASCONO LE OMBRE

Produzione Teatro Animato

Regia, scenografia, disegno sagome, creazione video: Alessandra Amicarelli

Testo: Moira Zappella

Musiche: Simone Armini

Paesaggio sonoro: Alessandra Amicarelli

Consulenza video: Alessandro Palmeri

Costumi: Maria Paola Vespa

Attrezzeria: Paolo Sortino

Foto: Domenico Semeraro e Paolo Sortino

In scena: ​Moira Zappella, Alessandra Amicarelli

DEBUTTO NAZIONALE​

Lo spettacolo ha riaperto nel maggiop 2021 la stagione Nuove Latitudini del Teatro Periferico di Cassano Valcuvia dopo la lunga pausa causata dal COVID

​

DURATA

45 minuti​

 

PUBBLICO

Tout Public

​

LINGUA

Italiano, sovratitolato a richiesta in qualunque lingua​​

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​In una soffitta buia, o forse in un teatro chiuso da tempo, chissà... due amiche inseparabili entrano armate di due piccole torce per farsi luce nello spazio pieno di mistero e fascino.

 

Aprono vecchi bauli e sollevano polverosi teli che ricoprono le cose, ed ecco che l'incontro della luce con questi oggetti svela un mondo fantastico: l'ombra di un mazzo di fiori di plastica avvolge i teli trasformandoli in prati illuminati da lucciole che volano nel cielo notturno.​ Lo spazio dell'immaginazione si apre, la danza tra luce ed ombra può iniziare.

 

Ecco i primi istanti di vita dell'universo, la nascita delle stelle, l'origine del mondo...e noi che nasciamo dal silenzio come la notte dal giorno. Ecco i primi passi nella vita, i nostri primi giochi; ed ecco che già siamo ragazzini, incontriamo il primo amore. ​La vita ci unisce, ci lega , ci rende inseparabili, insieme cresciamo e invecchiamo. Oppure ci perdiamo.

 

Da dietro la tenda di una finestra guardiamo il mondo che sta fuori, ma sono i nostri ricordi e pensieri a scorrere: noi come eravamo, noi come siamo stati, noi come saremo.​

 

Fuori, la città che cresce, il tempo che passa, le albe che si susseguono, i cieli che si dipingono di blu, i sogni che ci portiamo segreti negli occhi, i silenzi e le attese, le piccole cose di ogni giorno, e poi la festa, l'allegria, il giro di giostra e la risata strappata da un inciampo e una buffa capriola.

 

​La luce arriva da molto lontano, dal cuore delle stelle, ma la ritroviamo anche nei semafori, nelle insegne luminose che ci rubano il buio. La ritroviamo in certi occhi, e allora ringraziamo il cielo e le sue ombre, che ci fanno così belli, che ci rendono così umani. La luce ci accarezza e dal suo abbraccio le ombre nascono.

 

Due attrici, utilizzando semplici oggetti, creano davanti agli occhi del pubblico i diversi ambienti in cui il gioco della luce e delle ombre prende vita animandosi.

 

Con fiori di plastica fanno apparire prati di lucciole e lanterne; con piccole sagome disegnate tracciano per schizzi veloci la vita dall'essere bambini fino al diventare anziani; con scatole di cartone della spesa costruiscono villaggi di case abitate; con teli di stoffa fanno emergere cieli e mari; con piccoli schermi di carta incorniciano ricordi e pensieri; con cassette della frutta affastellano palazzi di città verticali...​

 

Caratteristica tecnica dello spettacolo è quella di far ricorso esclusivamente a due fonti luminose: la luce bianca di piccole torce led e la luce colorata di video proiezioni di immagini disegnate a passo uno.​

 

Le attrici muovono manualmente tutte le luci: video e torce led. Nessun proiettore teatrale viene utilizzato.​

 

Una vera e propria coreografia della luce si disegna così in scena, poiché sono i corpi in movimento delle stesse attrici a generale i campi luminosi nello spazio scenico immerso nel buio.​

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