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BEYOND THE TEMPEST

Il peso della libertà. L’inaspettata tenerezza. Viaggio visivo nelle emozioni di Ariel

Sostegno alla produzione artistica di Région Grand Est,

Ville de Charleville-Mézières,

Conseil Départemental des Ardennes
in collaborazione con Compagnia StultiferaNavis - (Francia)

Con il sostegno alla ricerca / sperimentazione / residenza di
Institut International de la Marionnette (Charleville-Mézières, Francia)

Residenza nell’ambito del Programma Triennale delle Residenze Artistiche
Centro Teatro del Lavoro / Maaf – Regione Piemonte - Ministero della Cultura e del Turismo MIBACT (Pinerolo, Italia)

Residenza presso Teatro Settimo Cielo Officina E.S.T - Circuito Residenze Artistiche (Arsoli, Italia)

Una produzione Teatro Animato – Spazio Laboratorio Fontanili (Milano, Italia)

Ideazione, drammaturgia, regia e interpretazione: Alessandra Amicarelli

Scene, marionette, animazioni video, composizione visiva e sonora: 
Alessandra Amicarelli

DEBUTTO INTERNAZIONALE 

4ª Nanchong International Puppet Art Week

7 dicembre 2025

Nanchong, Cina​

RICONOSCIMENTI

 

Premio per l’Eccellenza nell’Arte Visiva

4ª Nanchong International Puppet Art Week 2025 (Cina)​​

 

Premio per l’Eccellenza nella Creatività Artistica

4ª Nanchong International Puppet Art Week 2025 (Cina)​

 

Finalista Premio di Drammaturgia Contemporanea e Teatro di Figura 2025

Fondazione Famiglia Sarzi (Italia)​
 

DURATA

45 minuti​

 

PUBBLICO

Spettacolo per pubblico adulto e giovani adulti (16+)​

 

LINGUA

Italiano, sovratitolato a richiesta in qualunque lingua​​

Beyond the Tempest è un assolo di teatro visivo che intreccia animazione di figure, ombre, corpo e videoproiezioni all’interno di una scenografia luminosa e in continua trasformazione.

La presenza viva della performer dialoga con immagini e materia in uno spazio che si costruisce e si modifica davanti allo spettatore, generando un paesaggio visivo dinamico e stratificato. La parola è essenziale e rarefatta: emerge come voce interiore più che come racconto lineare. Il testo è in lingua italiana e lo spettacolo è sottotitolabile in inglese e in altre lingue su richiesta.

Beyond the Tempest può essere accompagnato, su richiesta, da incontri con il pubblico, talk post-spettacolo o un workshop dedicato al rapporto tra teatro di figura contemporaneo, ombra e video mapping​​​​​​​​​​​

 

SINOSSI

 

Beyond the Tempest inizia nel momento in cui si conclude The Tempest di Shakespeare: la nave ha lasciato l’isola, Prospero ha rinunciato alla magia e Ariel è finalmente libero.

 

Rimasto solo, Ariel si trova per la prima volta senza ordini da eseguire. La libertà che ha desiderato per anni non coincide con la leggerezza immaginata: emergono memoria, dubbio e responsabilità.Attraverso una serie di quadri, Ariel ripercorre ciò che è accaduto sull’isola. Rievoca i personaggi della vicenda e si confronta con le azioni compiute al servizio di Prospero.

 

In particolare, torna al centro la relazione con Calibano: Ariel prende coscienza della violenza esercitata su di lui e della propria complicità nel dominio.

 

Parallelamente, l’Isola assume una presenza autonoma, voce arcaica che accompagna Ariel e lo guida in un processo di ascolto e consapevolezza. Il mare, il vento e la materia stessa sembrano interrogare le sue scelte.Nel corso dello spettacolo, Ariel attraversa una trasformazione: dalla confusione iniziale alla progressiva accettazione delle proprie responsabilità.

 

L’incontro con Calibano non cancella la ferita, ma apre uno spazio possibile di riconoscimento e perdono.

 

Alla fine, Ariel comprende che la libertà non consiste nell’assenza di legami, ma nella capacità di assumere le proprie azioni e scegliere come stare nel mondo.

 

Lo spettacolo si chiude su una nota di tenerezza inattesa, che trasforma la solitudine in una nuova forma di relazione — con l’altro e con la natura stessa.​

 

INTENZIONI REGISTICHE

Beyond the Tempest nasce dal desiderio di spostare lo sguardo dalla storia del potere alla vita interiore di chi lo ha attraversato.

 

Lo spettacolo non ripercorre la trama della Tempesta, ma si concentra su ciò che accade dopo: quando l’azione è finita, quando il comando tace, quando resta solo la coscienza.

 

La scena è costruita come uno spazio luminoso e cangiante, specchio di un paesaggio interiore. Corpo, materia, figura e proiezione convivono e si trasformano reciprocamente. Le forme animate emergono come stati della memoria e della coscienza.

 

La performer anima tutte le figure e al tempo stesso incarna Ariel. La sua invisibilità, che in Shakespeare era uno strumento al servizio del potere, diventa qui condizione esistenziale: come il marionettista, Ariel mette il mondo in movimento e cerca uno sguardo che lo riconosca.​Accanto ad Ariel agisce l’Isola — presenza arcaica e ultraumana.

 

Il mare, il vento, la sabbia e la materia stessa diventano voce e interrogazione. È l’Isola che conduce Ariel verso un ascolto profondo, riportandolo a una dimensione che precede il dominio umano.​Il linguaggio scenico intreccia corpo vivo, figure in legno e carta, ombre e videoproiezioni in una drammaturgia visiva. Il legno porta memoria, la carta è fragile e mutevole, la luce rivela e nasconde.​ 

 

La musica sostiene i movimenti come un flusso sotterraneo; la parola è essenziale, rarefatta, emerge come voce interiore più che come racconto.Il centro del lavoro è la presa di coscienza.​ La violenza esercitata su Calibano e la complicità nel dominio vengono attraversate. Da questo attraversamento nasce una possibilità nuova, una forma di responsabilità che apre alla tenerezza.​​

 

Non è necessario conoscere The Tempest per entrare nello spettacolo: ciò che si attraversa è universale — la responsabilità delle proprie azioni, la solitudine dopo il conflitto, la ricerca di una libertà conquistata e la scoperta della tenerezza come forma di forza.

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