
LE SENSATE ESPERIENZE
DEBUTTO NAZIONALE
Aula Magna del Rettorato, Università di Firenze
2006
RICONOSCIMENTI
Lo spettacolo è segnalato al Premio Ribalte di Fantasie 2006
DURATA
40 minuti
PUBBLICO
Tout Public
TECNICHE
Marionette a fili, teatro d'ombre, proiezioni con lavagna luminosa
LINGUA
Italiano
Uno spettacolo della Compagnia StultiferaNavis
Progetto speciale creato per Inaugurazione di Pianeta Galileo 2006-2009
Coproduzione Università di Firenze
Con il sostegno di Regione Toscana Uno
Ideazione di Mariano Dolci
Regia scenografia marionette: Mariano Dolci e Alessandra Amicarelli
Testo e drammaturgia: Mariano Dolci
Musica: Vincenzo Galilei
In scena: Mariano Dolci, Alessandra Amicarelli, Julie Linquette,

Le Sensate Esperienze è stato per me e per la Compagnia StultiferaNavis un incontro decisivo con il pensiero e il metodo di Mariano Dolci. Lavorare al suo fianco su una creazione dedicata a Galileo Galilei ha significato entrare in un territorio in cui rigore scientifico e immaginazione infantile si intrecciano in modo sorprendente.
Profondo conoscitore e appassionato di Galileo, Mariano ha concepito lo spettacolo facendo convergere la rivoluzione del metodo empirico – l’osservazione attraverso il cannocchiale – con le ipotesi e le intuizioni dello sguardo dei bambini. Al centro, una domanda radicale: una Terra immobile al centro dell’Universo appare evidente alla percezione comune.
Galileo, puntando per la prima volta il cannocchiale verso il cielo, mette in crisi questa evidenza e inaugura una trasformazione profonda del pensiero occidentale.
Nello spettacolo, Galileo e la piccola Virginia condividono un gioco di osservazione. Davanti all’ombra di una foglia, attraverso “sensate esperienze”, sperimentano punti di vista differenti e si aprono progressivamente a una comprensione più ampia del mondo. La scena diventa un laboratorio poetico in cui l’errore, l’ipotesi, l’intuizione sono passaggi necessari della conoscenza.
La visione di Mariano Dolci emerge con chiarezza: i bambini possiedono strategie interpretative della realtà che, pur non aderendo sempre alla correttezza scientifica, aprono spazi di creatività e di scoperta. In questo senso, il percorso di crescita infantile dialoga con la storia della scienza.
Le resistenze culturali incontrate dall’eliocentrismo trovano un’eco nelle difficoltà che ciascuno attraversa nel decentrarsi, nel riconoscere che il proprio sguardo non coincide con il centro del mondo.
È uno spettacolo prezioso perché restituisce la fiducia di Mariano nella capacità dei bambini di interrogare il reale e di trasformarlo. Un teatro che mette in relazione pensiero, esperienza e immaginazione, offrendo al pubblico uno spazio condiviso di osservazione e meraviglia.









