Il Teatro Animato.

 

Teatro di figura e di immagine, teatro di animazione, teatro delle forme e figure animate, teatro di marionette: i tentativi di dare un nome univoco a questo teatro sono svariati, diversificati a seconda dei paesi e delle culture teatrali.

 

Io stessa ho cercato per anni un modo di nominare questo teatro che mi convincesse veramente... In Italia per un certo tempo si è chiamato semplicemente teatro di marionette, o di burattini, poi è arrivato il teatro di animazione, poi è sparito ed è arrivato il Teatro di Figura... In Francia si è sempre chiamato Théâtre de Marionnettes. Anzi: Théâtre des Arts de la Marionnette, possibilmente Contemporaine...

Per me è TEATRO ANIMATO.

Cercherò di spiegare cosa mi spinge a chiamarlo così.

 

Si tratta di un teatro universale, presente in tutti i continenti, ricco di innumerevoli forme e stili, tecniche e tradizioni.

 

Affonda le sue radici nel passato profondo ma si slancia nel presente con lo sguardo rivolto al futuro.

 

Storicamente, è in Europa, nella metà del secolo scorso, che questo teatro ha iniziato a vivere il passaggio dalle forme tradizionali a nuove forme che ne hanno profondamente rivoluzionato lo stile e i contenuti.

 

Questo passaggio si è realizzato sostanzialmente attraverso la fuoriuscita del marionettista dal suo dispositivo scenico chiuso (teatrino, schermo...) in cui egli restava nascosto per dare vita alle figure (burattini, marionette a filo, ombre).

 

Il marionettista è così' progressivamente diventato visibile e presente in scena insieme alle sue figure, instaurando con esse diversi livelli di relazione scenica.

 

Questo passaggio è stato determinato non da necessità formali, ma drammaturgiche. Necessità che potessero rendere conto delle trasformazioni culturali di una società in veloce mutamento.

 

Il dialogo tra discipline performative e discipline plastiche messe al servizio di una rappresentazione in cui il vivente (il corpo del performer) si confronta con l’inanimato (l'oggetto, la materia, l'immagine) rendendolo virtualmente animato, mette in scena metafore concrete che indagano il complesso rapporto che l'uomo ha con il mondo oggettivo in cui vive.

 

Vengono così messe in luce questioni legate a cambiamenti e sfide che l'umanità si trova attualmente ad affrontare, che ci parlano di mutazioni di legami e strutture, di lotte per svincolarsi da sottomissioni e dipendenze, di connessioni articolate e complesse tra Bios e Téchne, di attraversamenti e sconfinamenti che fanno affiorare un senso inedito delle identità, di un tempo di transizione in cui l'essere umano, nella sua posizione di dominus, sta elaborando, con difficoltà, una revisione della sua posizione apicale sul mondo e del controllo che su di esso egli ha.

 

Il teatro animato offre un campo di narrazione poli strumentale che andando oltre la parola (ma non necessariamente escludendola) contiene tutti i linguaggi artistici, mettendoli in dialogo ed interazione reciproca, generando contaminazioni, ibridazioni, nuove drammaturgie.

 

Le sue peculiari modalità performative basate sulla delegazione del movimento agli oggetti per renderli soggetto della rappresentazione disciolgono la dominanza dell'uomo/performer in una complessità di relazioni con lo spazio e la materia che lo contengono e lo sostengono.

 

Il teatro animato ha un’abilità particolare nel dare forma alle sfumature dell'essere al di fuori delle novecentesche dinamiche psicologiche, mettendo in gioco i meccanismi delle emozioni, dei rapporti sociali, delle forze vitali attraverso concrete visioni.

 

È un'arte che risveglia e mette in moto l'immaginazione, riattiva l'uso della mano, permette di dare vita a sorprendenti universi sensibili e poetici.

 

Non una nicchia, non una sottocategoria, non un'arte che si rivolge a  categorie di pubblico definite per età, ma un'arte che parla a tutti. 

 

"Animato" è ciò che l'uomo contemporaneo ha bisogno di ritrovare nelle cose, in tutto ciò che lo circonda, lo porta, lo sostiene, lo modella e da cui egli dipende, per riconnettersi al mondo con rinnovato incanto e senso della meraviglia.

 

Perché ciò che apparentemente non ha vita non venga soltanto controllato, posseduto, mercificato; e ciò che invece vita ha non venga solo sfruttato, industrializzato, distrutto.

Il Teatro Animato è l'orizzonte del teatro futuro.